Santa Lucia ad Arixi – Il restauro della memoria e il ritorno alle origini (approfondimenti)


Dalla diagnosi all’intervento: il recupero murario

Il cantiere ha affrontato e risolto le criticità strutturali e materiche emerse nelle fasi preliminari, operando con una metodologia basata sulla compatibilità:

  • cicli di intonaco deumidificante – per garantire la salubrità degli ambienti e la longevità dell’intervento, è stato posato un ciclo di intonaci naturali ad alta traspirabilità. Questa scelta tecnica assicura il controllo dell’umidità, permettendo alla chiesa di “respirare” nuovamente.
  • consolidamento delle murature – attraverso iniezioni di malta e interventi mirati sui paramenti, abbiamo messo in sicurezza l’involucro edilizio. Il prospetto est, in particolare, è stato oggetto di una ripresa meticolosa delle murature, eliminando le fragilità accumulate nei secoli.

Riscoperta e riconfigurazione: l’evoluzione del bene

Il restauro ha permesso di operare scelte coraggiose, volte a migliorare la fruibilità liturgica e la coerenza estetica:

  • il campanile e il prospetto principale – la ricostruzione del campanile a vela e l’apposizione della nuova croce hanno restituito verticalità e dignità al profilo della chiesa. L’uso del cocciopesto e di scossaline adeguate ha risolto definitivamente i problemi di infiltrazione, proteggendo il cuore dell’edificio;
  • l’inversione dell’asse liturgico – uno dei punti cardine è stata la costruzione del nuovo altare e della predella, accompagnata dalla riapertura degli ingressi originari precedentemente murati. Questo “ritorno alle origini” ha ridefinito la circolazione interna, rendendo lo spazio più armonioso e funzionale alle moderne celebrazioni;
  • i nuovi serramenti – la posa dei nuovi portoni e delle finestre completa l’intervento, integrandosi con sobrietà nel paramento lapideo e garantendo una chiusura sicura e termicamente coerente.

Conclusioni: un equilibrio tra storia e futuro

Il risultato finale mostra una chiesa che ha ritrovato la sua forza simbolica. Il lavoro di Sottostudio ad Arixi dimostra che restaurare significa saper mediare tra la conservazione della memoria e le necessità del presente. Santa Lucia torna a stagliarsi sul colle non come un monumento immobile, ma come un organismo vivo, solido e pronto ad accogliere le generazioni future.

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