Lo spazio ritrovato – restauro e rifunzionalizzazione di una casa a corte

Anno di progettazione: 2025-26

Il progetto rappresenta un delicato intervento di chirurgia architettonica su una tipica dimora campidanese in terra cruda. L’obiettivo è duplice: restituire dignità ai materiali originari – dai mattoni sardi alle cementine storiche – e integrare elevate prestazioni tecnologiche e bioclimatiche. Fulcro dell’intervento è la trasformazione della corte, che da spazio cementificato evolve in un giardino mediterraneo resiliente, dove gli spazi della tradizione incontrano la dimensione del benessere contemporaneo.

L’intervento riguarda una casa a corte di terra cruda della metà dell’Ottocento, tipica dei Campidani. L’abitazione, che si sviluppa al piano terra attorno alla corte, presenta come unica apertura verso l’esterno il portale archivoltato, su un prospetto estremamente semplice, scandito dall’andamento delle coperture. Il portale, detto procciu, era utilizzato storicamente per l’accesso del carro alla corte poiché nelle case campidanesi convivevano spazi destinati alle attività familiari e spazi a servizio delle attività di lavorazione dei prodotti agricoli, solitamente grano e uva. È immancabile in queste case, oltre alla corte, la cantina di vinificazione, la cucina rustica, il forno per il pane e il portico sul quale affacciavano le stanze, detto lolla.

Il prospetto su strada (rendering a cura dell’arch. Marcello Stefano Pilia)

La casa campidanese è stata oggetto di un intervento di manutenzione straordinaria del 2008, intervento che non ne ha obliterato la matrice storica, se non per quanto riguarda il rifacimento del manto di copertura, dove non sono state utilizzate le tipiche tegole selargine.

A momento del progetto la casa si presentava complessivamente in buono stato di conservazione seppur in presenza di fenomeni di risalita dell’umidità, aggravati dalla presenza di intonaci cementizi e dalle manomissioni avvenute nel tempo nella corte, con un notevole sollevamento delle pavimentazioni esterne.

Il progetto, oltre alla funzionalizzazione degli spazi, prevede la messa in valore di tutti quegli elementi costruttivi tipici che erano stati nascosti sotto strati di altri materiali, come gli archi, le piattabande e i piedritti di mattone pieno sardo (coperti da intonaci cementizi) o il pavimento di cementine originali (coperto da una pavimentazione di gres). la sostituzione dei serramenti esterni on serramenti analoghi in legno e il recupero delle porte interne.

L’ingresso verrà ampliato per consentire l’accesso carrabile all’area cortilizia, mantenendo le caratteristiche degli elementi tradizionali. Gli intonaci cementizi verranno integralmente sostituiti con intonaci di calce, maggiormente compatibili con la terra cruda; verrà inserito l’impianto clima e rifatti completamente tutti gli altri impianti. Sulle coperture verrà realizzato un impianto fotovoltaico.

Lo spazio aperto della corte, attualmente saturato da stratificazioni cementizie, verrà restituito alla permeabilità attraverso la creazione di un giardino mediterraneo xerofilo. Il progetto prevede l’inserimento di essenze a ridotto fabbisogno idrico, selezionate per la loro resilienza e capacità di dialogo con il microclima locale. In questo ecosistema domestico si innesterà un’area dedicata al benessere, composta da una zona wellness outdoor con vasca idromassaggio e doccia all’aperto, integrata in modo discreto nel disegno del verde.